• 04 maggio 2022
  • Di  Mutua BVLG

Il pavimento pelvico (a cura del Centro Medico Specialistico Versilia)

Parlare del pavimento pelvico non è semplice: si tratta di una struttura del nostro corpo poco conosciuta, nascosta, complessa dal punto di vista anatomico. È un gruppo muscolare articolato in tre strati che chiude in basso il bacino, circonda l’uretra, la vagina, l’ano, sostiene la vescica, l’utero ed il retto insieme alle strutture ligamentose che ancorano ai lati del bacino gli organi sopracitati. Lo costituiscono, dall’esterno verso l’interno del nostro corpo, lo strato cutaneo, i muscoli e le fasce.

Le sue funzioni riguardano la continenza urinaria e fecale, la minzione e la defecazione; inoltre, come struttura dinamica è capace di rispondere in contrazione riflessa (non volontaria) agli aumenti della pressione addominale in caso di tosse, salti, attività fisica.
Concorre al mantenimento nella giusta posizione degli organi interni sopracitati, per evitare discese degli stessi dette prolassi. Assume un ruolo rilevante nella vita sessuale ai fini del piacere nel rapporto e della riproduzione, sostiene l’utero gravido e, nel corso del parto, sarà la struttura che dovrà distendersi e aprirsi sotto la forza della vita, per far sì che il bambino si affacci al mondo.

È un’area con la quale non instauriamo quel rapporto quotidiano e spontaneo di consapevolezza e contatto che, invece, si concretizza con le nostre mani, le nostre gambe o il nostro viso.
Ha implicazioni emozionali rilevanti, in qualità di regione chiave della sessualità, della riproduzione e della funzione escretoria. 

Consideriamo che il pavimento pelvico partecipa come poche altre aree del corpo a tutte le nostre attività quotidiane. Può quindi può subire gli effetti negativi derivanti da una struttura anatomica predisposta, da cattive abitudini minzionali o evacuative, prolungate posture scorrette, difficoltà respiratorie croniche, sforzi da sport, travaglio prolungato, parto operativo, stipsi...  Anche fattori come stress, obesità, particolari tipi di lavoro, malattie croniche e alterazioni ormonali possono influire negativamente sullo stato di salute di questa struttura muscolo-connettivale, che può perdere elasticità, tonicità e capacità di reagire in modo appropriato alle sollecitazioni quotidiane.

 

Possiamo suddividere in tre grandi gruppi i disturbi derivanti da problemi al pavimento:

 

disturbi della continenza come l’incontinenza urinaria, ai gas o alle feci, ma anche la ritenzione urinaria e la stipsi;

disturbi della statica come il prolasso degli organi pelvici, ossia la discesa degli stessi o le emorroidi;

disturbi da ipo o ipertono con muscolatura poco o troppo contratta, come nelle disfunzioni sessuali o nel dolore pelvico cronico.

 

È possibile una riabilitazione del pavimento pelvico?

 

Sì, la terapia consente di prevenire, diminuire o eliminare problemi come i seguenti: la perdita di urina con i colpi di tosse e starnuti o per la difficoltà di raggiungere il bagno (urgenza minzionale); l’incontinenza fecale e ai gas; la stipsi; il dolore pelvico; il prolasso degli organi pelvici. Importante è non sottovalutare le prime manifestazioni problematiche, che spesso non sono vissute come particolarmente invalidanti ma lo possono divenire, e considerarle “normali”, magari per l’avanzare degli anni o dopo un parto (perdo una goccia di urina quando sollevo il mio bambino…). Purtroppo, anche le pubblicità non aiutano in questo senso, spingendo per la vendita di pannolini anziché consigliare la risoluzione del problema.

 

Come prendermi cura del mio pavimento pelvico?

 

Una prima risposta può essere: parlane! Parlane con il tuo medico, con le amiche, colleghe, conoscenti per abbattere il muro di silenzio e vergogna che spesso si erge di fronte a questo argomento. Rivolgiti a professionisti esperti che sapranno indirizzarti alla terapia più specifica per il tuo caso, perché ogni situazione è unica e sono altamente sconsigliati i “fai da te” da ricerche su Internet. 

Il percorso terapeutico-riabilitativo migliore è personalizzato e basato sui bisogni della persona. Il primo passo è sempre l’informazione sul funzionamento del pavimento pelvico; segue l’elaborazione di un progetto terapeutico che si avvale di un insieme di strumenti:

·  l’esercizio terapeutico guidato, molto importante, ci aiuta a capire cosa muovere se non lo sappiamo, a tonificare ed elasticizzare i muscoli o a rilassarli, ad associarli alla respirazione, ad inserire determinate performances nella vita di tutti i giorni;

·  il biofeedback è uno strumento che ci permette di visualizzare al PC tramite un grafico la rappresentazione della contrazione del perineo effettuata dalla persona.  Si concretizza con una curva che può avere diverse forme. Anche questo strumento ci aiuta a capire cosa contrarre e può aiutare nell’allenamento.

·  l’elettrostimolazione, non dolorosa, riattiva la contrazione in un perineo poco o quasi per nulla rispondente e può fornire correnti antalgiche.

·  l’elettroporazione e la radiofrequenza sono tecniche che si avvalgono di raffinati strumenti elettromedicali di ultima generazione, permettendo di far assorbire dei farmaci analgesici, antiinfiammatori (per il dolore pelvico) o ormoni e/o sostanze trofiche per la mucosa proprio dove servono, senza mezzi invasivi come gli aghi, e di far rilassare la muscolatura contratta eccessivamente con lo sviluppo di calore endogeno molto ben tollerato.

Si associano, quindi, interventi di educazione sanitaria che riguardano la rimozione di cattive abitudini, come il trattenere troppo a lungo lo stimolo urinario o, al contrario urinare troppo di frequente perché ci portiamo dietro questo retaggio fin dall’infanzia, o consuetudini alimentari che non aiutano nella stipsi (ed anche tanto altro…), sostegno psicologico e consulenza sessuologica.  Importante, infine, una positiva relazione operatore-utente, elemento fondamentale di tutti i processi terapeutici che qualifica il professionista e contribuisce al successo dell’intervento.


La pagina del Centro Medico Specialistico Versilia su MutuaBVLG.it: https://www.mutuabvlg.it/convenzionati/S/33684


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