• 09 marzo 2022
  • Di  Mutua BVLG

La tiroide e la sua funzione (a cura del Centro Medico Specialistico Versilia)

La tiroide è un organo piccolo ma molto importante perché regola i processi metabolici e il consumo di energia dell'intero organismo attraverso la produzione di due ormoni: la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3). Per la sintesi di questi ormoni è indispensabile lo iodio; un insufficiente apporto alimentare di tale elemento può indurre (soprattutto durante la gravidanza e l’infanzia) conseguenze sfavorevoli sullo sviluppo.

La tiroxina e la triiodotironina circolano nel sangue legate a proteine di trasporto; solo piccole parti di esse che rimangono libere (definite FT3 e FT4) possono svolgere la propria attività ormonale.
Un ulteriore tipo di ormone, il TSH, secreto dall'ipofisi (una piccola ma importante ghiandola alla base del cranio) stimola il funzionamento e la crescita della tiroide.

I livelli di TSH nella circolazione ci aiutano a individuare eventuali problematiche: quando la tiroide funziona meno del necessario (“ipotiroidismo”) il TSH è elevato; quando l’attività è eccessiva (“ipertiroidismo”) i livelli del TSH si abbassano fino a divenire indosabili. Pertanto, l’eccesso di ormoni tiroidei è caratterizzato negli esami di laboratorio da livelli di TSH inferiori alla norma e da FT4 e FT3 elevati; al contrario, la carenza di ormoni tiroidei viene dimostrata dalla presenza di alti valori di TSH unita a bassi livelli di FT3 e FT4.

 

Un primo passaggio per la prevenzione delle problematiche della tiroide è avvenuto nel 2005, con l’introduzione del programma di iodoprofilassi nel nostro Paese. La Legge 55/2005 “Disposizioni finalizzate alla prevenzione del gozzo endemico e di altre patologie da carenza iodica”, regola la vendita e l’utilizzo del sale iodato.

Il successo del programma nazionale di iodoprofilassi, che si basa sull’uso di sale iodato, è stato raggiunto nonostante negli ultimi anni si sia osservata in Italia una riduzione di circa il 12% del consumo di sale nella popolazione, come dimostrato da uno studio coordinato dall’ISS.


Il raggiungimento della iodosufficienza certamente rappresenta un traguardo importante per la salute pubblica. Tuttavia esso rappresenta solo un primo passo verso il consolidamento di un programma nazionale di prevenzione. Sarà necessaria un’incisiva azione di formazione sul tema, che sia rivolta non solo alle nuove generazioni di medici, nutrizionisti e dietisti ma a tutta la popolazione, in particolare a quella a rischio.

Allo stesso tempo è necessaria una più capillare e accurata azione di monitoraggio, soprattutto nei segmenti di popolazione a maggior rischio di iodocarenza, o per il controllo e la prevenzione secondaria in coloro che già hanno problemi di funzionalità tiroidea.



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